A chi condivide un progetto solidale e collettivo
Cari Giovani Democratici di Terra di Bari,vi scrivo perchè gli articoli apparsi oggi su molti quotidiani a proposito dell'uso della parola "compagni", sta provocando non poche polemiche.
Trovo oltremodo oltraggioso che si esca sui giornali nazionali con un comunicato di cui nessuno era a conoscenza e su un tema sì importante ma che, perdonatemi, lascia il tempo che trova. E' umiliante e degradante vedere il nome della nostra organizzazione, accostato a uno sterile dibattito utile solo per creare eco alle dichiarazioni di qualche deputato e senatore.
Non credo si costruisca così la giovanile NUOVA del PD.
Non credo si riescano così ad attrarre ragazze e ragazzi verso la politica.
Non credo si possa dare l'immagine di un organizzazione giovanile nazionale ASSENTE su tutti i più importanti TEMI (scuola, università, lavoro, crisi, etc..) e pronta poi a inserirsi appieno tra chi si occupa solo delle diatribe di appartenenze e provenienze.
Non credo, infine, sia giusto nei confronti dei tanti Giovani Democratici che, soprattutto nella nostra provincia, lavorano ogni giorno per i GD, costruendo iniziative, organizzando manifestazioni, proponendo programmi e idee...
Non voglio però esimermi dal dire come la penso sull'utilizzo dell'appellativo COMPAGNO, una parola bella che, però, troppe volte viene pronunciata sensa che se ne condivida e capisca affondo il senso. Così come non lo colgono coloro i quali si oppongono al suo utilizzo.
Compagno è colui che supera la propria individualità a favore di una identità collettiva costruita in un progetto comune e solidale. Progetto comune e solidale... Credo che il PD abbia bisogno di riappropriarsi di questi SIGNIFICATI prima ancora che di queste parole. D'altronde, pur non essendo un membro dell'Accademia della Crusca, non ci vuole molto a capire che le parole servono solo per esprimere un concetto,e che il linguaggio, altro non è, che un insieme di simboli per esprimere un pensiero. Bene e allora riappropriamoci del pensiero. Se Gifuni (tra l'altro nemmeno iscritto al PD) ha voluto chiamare i presenti compagni e compagne (ricevendo un caloroso applauso) intendendo salutare chi con lui condivideva un momento collettivo di (in questo caso) opposizione politica alla manovra, allora lo applaudo anch'io. Credo sia difficile pensare che in quel modo, Gifuni volesse salutare (in codice sovietico) i suoi vecchi amici del PCI-PDS-DS (tra l'altro facendosi beccare da tutto il mondo, proprio in perfetto stile moscovita).
Infine, e qui cerco di fare un'analisi più politica, se il partito democratico vuole essere aperto e inclusivo, certamente non può non considerare quei mondi e quelle realtà organizzate (vedi la CGIL) in cui il termine compagno non è affatto considerato come qualcosa di vecchio e di stantio, ma come il naturale appellativo per i propri iscritti.
Concludo con un appello: a tutti i giovani democratici di Terra di Bari, di Puglia e d'Italia, liberiamoci dal peso ingombrante dei nostri "padri" politici! Abbiamo bisogno di camminare sulle nostre gambe e abbiamo bisogno di dare un senso nuovo all'impegno politico! Uccidiamo i nostri padri, liberiamoci dalle verità dogmatiche impartiteci. E poi studiamo, organizziamoci e agitiamoci (cit.)! Solo così, e non con le chiacchiere, riusciremo a costruire il Partito Democratico nuovo che TUTTI NOI aspettiamo!
Pierpaolo Treglia - Segretario Provinciale GD Terra di Bari



