27 Gennaio, per non dimenticare – Giovani Democratici Terra di Bari

Comunicati

Published on gennaio 27th, 2017 | by Milo Manicone

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27 Gennaio, per non dimenticare

Shoah, Olocausto: due termini così simili, utilizzati per indicare l’ evento storico, che ha visto la civilizzata Europa del primo ‘900, trasformarsi in uno degli scenari più crudi e che ha scritto “la pagina dell’ Umanità” più brutta.
Nessun Uomo é stato ucciso perché sacrificio agli dei, ma perché ritenuto un pericolo, un nemico, il colpevole di molti mali, inferiore! Non un essere umano comune, ma al di sotto di una labile onnipotenza.
Quante volte abbiamo osservato questo passaggio o, per meglio chiamarlo legittimamente, catastrofe, in modo distratto? Tante. Quante volte abbiamo speso del tempo per una riflessione molto seria, approfondita sulle cause che lo provocarono? Poche.
Tutti consapevoli, che dinanzi a questo orribile genocidio, nessuno può restare indifferente, ma corriamo il rischio di dimenticare. “A che serve la memoria?”
La nostra dev’essere una memoria morale! La memoria è vita, la memoria è immortale: sono passati diversi anni e molte volte facciamo ancora fatica a percepire che un atto turpe e violento come questo, l’uccisione deliberata di un intero popolo senza distinzioni di età, sesso, opinioni, religione; è qualcosa che ci appartiene, che riguarda tutti, principalmente il nostro modo di frequentare la quotidianità, oltre che incidere sul nostro pensiero, sulle nostre scelte, sulle nostre libertà.
Dignità e libertà due termini inesistenti. Qualche riferimento alla libertà vi era, ma segnata all’ingresso dei campi di concentramento. Liberi di essere deportati, di essere privati della propria identità, trattati come animali.. Solo la morte avrebbe potuto renderli liberi dalla colpa di essere ebrei, omosessuali, dissidenti politici, zingari, prigionieri di guerra, malati di mente, portatori di handicap. La morte che spegne la follia disumana, tra camere a gas e colpi di fucile.
Abbiamo necessità della memoria, perché folle non era chi, fortunatamente, era riuscito a scappare dal campo di concentramento e raccontava quali orrori si consumavano lì dentro, ma, folle era l’idea, il progetto di chi ha pensato alla cancellazione totale di tutti quelle vittime dalla faccia della terra! E per cosa, poi?
Abbiamo necessità della memoria, per far conoscere e comprendere il significato di Shoah, ma anche quello dell’Olocausto che aiuta a capire sia la storia e sia cosa si celebra il 27 gennaio, “Giorno della Memoria”. Che non sia soltanto il mero tributo alla memoria di milioni di vittime, ma una ricorrenza, che ci pone nella condizione di interrogare il nostro agire di uomini, il presupposto necessario per non dimenticare cosa è stato capace di fare l’uomo. Non possiamo permettere che le notizie quotidiane di stragi umane, di atti di incompresa suprenazia, ci facciano abituare alla disumanità, alle barbarie dei nostri tempi.
Sapere e ricordare è un obbligo, raccontare, invece, un dovere morale, la condizione necessaria per la realizzazione di un Paese civile e più umano.
Ché il grido di disperazione, l’angoscia che si consumava in quei luoghi, sia per noi un monito: ripudiamo ogni male, ricordiamo e non ripetiamo gli errori del passato, perché “quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo.”

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Milo Manicone
Responsabile Cultura e Legalità dei Giovani Democratici Terra di Bari.




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