Trivelle, un incubo che diventa realtà? – Giovani Democratici Terra di Bari

Comunicati Nella foto distribuita dall'ufficio stampa il 31 luglio 2014 la Rainbow Warrior, nave simbolo di Greenpeace, entrata in azione nel mar Adriatico presso la piattaforma petrolifera Rospo Mare B, di proprietà Edison ed Eni.
ANSA/UFFICIO STAMPA GREEN PEACE
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Published on ottobre 24th, 2016 | by Gianni Vitto

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Trivelle, un incubo che diventa realtà?

 

Nelle nostre giornate animate da impegni di vario genere, la parola “trivelle” sembrava ormai passata di moda, come se il non pronunciarsi di tale vocabolo fosse sinonimo di tranquillità.

Purtroppo gli incubi del passato sono soliti bussare alle porte del presente, infatti qualche giorno fa sono stati rilasciati ad una compagnia petrolifera Australiana, la quale da tempo scalpita per poter metter le mani nel mare adriatico, delle concessioni per “esplorare” un’area marina che si estende per 40km. La zona colpita è compresa tra Bari e Brindisi, un’area in cui la compagnia petrolifera cercherà di “esplorare” ciò che si trova al di sotto del fondale attraverso il metodo Air Gun.

Molti, giustamente, si chiederanno cosa sia il metodo Air Gun: è un’arma ad aria compressa, usata in ambito geofisico, che crea delle onde compressionali, anche dette di pressione. Questo metodo non compare tra i metodi vietati ne “la legge sugli ecoreati” del 29 maggio  2015, ma il fatto che tutt’ora associazioni come Greenpeace e PeaceLink siano molto attive per cercare di vietare questa tecnica, lascia molto pensare.

Una soluzione per adesso non c’è, noi continueremo a sostenere la continua lotta del presidente Emiliano per difendere il nostro mare.

 

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Gianni Vitto

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